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Configura ChatGPT in un giorno

August 25, 2026

Quasi tutti usano ChatGPT come un motore di ricerca che risponde a frasi intere: apri, chiedi, copi, chiudi. Sotto ci sono cinque impostazioni che lo trasformano nel posto dove lavori. Si fanno in un pomeriggio, e vanno fatte in quest'ordine.

Hai un GPT personalizzato?

L'11 dicembre 2026 smette di funzionare. Cosa fare prima: la sezione qui sotto.

Perché riparti sempre da zero

Se ogni volta che apri una chat devi rispiegare chi sei, cosa vendi e come scrivi, il problema non è ChatGPT: è che non gli hai ancora dato un posto dove tenere quelle cose. Ogni conversazione nasce e muore da sola, e tu paghi il costo della premessa tutte le volte.

La differenza tra chi lo trova utile e chi lo trova sopravvalutato, quasi sempre, non è il modo di scrivere le richieste. È che il primo ha passato un pomeriggio a configurarlo e il secondo no.

La regola in una riga

Non serve imparare a fare domande migliori. Serve smettere di ripetere le stesse cose.

Sotto ci sono i cinque passi, nell'ordine giusto. Ognuno ha senso solo se hai fatto il precedente: è una scala, non una lista della spesa. Tempo: un pomeriggio, una volta sola.

I 5 passi, in ordine

1. Portalo fuori dal browser

Scarica l'applicazione per il computer e usa quella. Finché resta una scheda del browser, ChatGPT vede solo quello che gli incolli dentro. Dall'applicazione vede i file che hai aperto, le altre app, quello su cui stai lavorando in quel momento.

È il passo che sembra più banale ed è quello che cambia di più: smette di essere un sito dove vai a chiedere una cosa e diventa il posto dove la cosa la fai.

2. Aprigli un progetto

Un progetto è un contenitore che tiene insieme le chat, i file e le istruzioni fisse di un tipo di lavoro. Aprine uno solo, per la cosa che fai più spesso. Se pubblichi contenuti, chiamalo «Contenuti».

Dentro, nelle istruzioni, scrivi le tre cose che oggi ripeti ogni volta: come scrivi (il tono, le parole che non usi mai), per chi scrivi (chi ti segue e cosa gli interessa), cosa vendi. Venti minuti, una volta sola.

Da quel momento apri una chat dentro il progetto e vai dritta al punto. La premessa non la scrivi più.

3. Collega le app che usi già

La posta, i documenti, il calendario, il posto dove tieni gli appunti. Sono collegamenti che si attivano una volta e restano.

Serve a togliere di mezzo il copia-incolla, che è il punto in cui la maggior parte delle persone si stufa e smette. È la differenza tra chiedergli «scrivimi un post» e chiedergli «scrivimi un post partendo da quello che ho già pubblicato il mese scorso».

4. Insegnagli a fare una cosa sola, sempre uguale

Una. Non dieci. Scegli il lavoro che rifai più spesso e che ha sempre la stessa forma: la struttura di un carosello, il modo in cui imposti una mail ai clienti, come prepari la scaletta di una call.

Spiegagliela una volta, per bene, con un esempio fatto da te che ti piace. Da lì gli dai solo l'argomento e te la rifà con quella struttura, senza che tu debba ricontrollare.

Il tempo che ci metti a insegnargliela te lo riprendi la terza volta che la usi.

5. Dagli un compito che parte da solo

Un compito fisso a un'ora precisa: ogni lunedì alle otto, ogni mattina, ogni primo del mese. Ne basta uno.

Il mio parte il lunedì mattina e mi prepara gli argomenti della settimana. Quando mi siedo a lavorare, la parte peggiore — il foglio bianco — è già passata senza di me.

Le istruzioni da incollare nel progetto

Questo è il testo del passo 2: si incolla una volta nelle istruzioni del progetto, e non si tocca più. Sostituisci le parti tra parentesi con le tue.

Da copiare

Lavoro con te su tutto quello che pubblico. Tieni sempre presente quanto segue, senza che io te lo ripeta.

CHI SONO: (cosa fai, da quanto, per chi).
CHI MI SEGUE: (chi sono, cosa gli pesa davvero, cosa hanno già provato).
COSA VENDO: (l'offerta, in una riga).
COME SCRIVO: frasi corte, niente giri di parole, niente parole gonfiate. Non uso mai: (le tue tre parole vietate).

REGOLE: parti sempre da una cosa concreta, non da una premessa generale. Se ti manca un'informazione per fare bene, chiedimela invece di inventarla. Se quello che ti chiedo secondo te non funziona, dimmelo prima di scriverlo.

Il pezzo che quasi nessuno mette è l'ultimo. Senza quella riga ti dà ragione sempre, e un assistente che ti dà sempre ragione non ti serve a niente.

Se hai un GPT personalizzato: cosa fare entro l'11 dicembre

Dal 22 settembre OpenAI sta sostituendo i GPT personalizzati con i plugin. Fino all'11 dicembre 2026 funzionano, poi si spengono. Un plugin fa lo stesso lavoro: tiene insieme istruzioni, file e app collegate.

Prima di tutto, salva le istruzioni. Apri il GPT in modifica, copia tutto il testo delle istruzioni e incollalo in un documento tuo. Segnati quali file gli avevi caricato e quali app aveva collegate. Dieci minuti, e il lavoro fatto non dipende più da uno strumento.

Poi scegli la strada

  • Lo usi solo tu, per un lavoro tuo → spostalo in un progetto. È il passo 2 di questa guida: apri un progetto, incolla le istruzioni che hai salvato, ricarica i file.
  • Lo usano il team o i clienti → trasformalo in plugin. Nella pagina «I miei GPT» c'è il pulsante per farlo. Passano istruzioni, file e app collegate. Non passano le chat già fatte, il modello che avevi scelto, le azioni personalizzate (i collegamenti fatti su misura) e la condivisione: il plugin nasce privato e va ricondiviso a mano.

In tutti e due i casi, fai la prova. OpenAI avvisa che il plugin può rispondere in modo diverso. Prendi una richiesta che fai spesso, falla al vecchio GPT e alla versione nuova, e confronta. Il GPT originale resta utilizzabile fino all'11 dicembre: il confronto si fa adesso.

Se usi il GPT di qualcun altro, il passaggio lo fa chi l'ha creato. Scrivigli e chiedi se farà il plugin. Intanto segnati per cosa lo usavi: ti serve per sostituirlo.

Fonte del dato: OpenAI, «Custom GPT retirement and migration FAQ», settembre 2026.

Cosa non fare

I tre errori che annullano il pomeriggio

  • Saltare l'ordine — insegnargli un compito prima di avergli dato un progetto significa rispiegargli chi sei dentro il compito. Lo rifarai da capo.
  • Insegnargli cinque cose il primo giorno — ne resta attiva una e non sai quale. Una sola, quella che rifai più spesso.
  • Scrivere istruzioni generiche — «sii professionale» non vuol dire niente. «Frasi sotto le venti parole, mai la parola percorso» sì.

Perché ti sto dando questa guida

Perché è esattamente il pomeriggio che ho passato io prima di riuscire a produrre sei contenuti in un giorno solo. Non è un trucco e non è una scorciatoia: è la parte noiosa che quasi nessuno fa, ed è il motivo per cui poi tutto il resto va veloce.

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Marina Orsi

Marina Orsi

Esperta in AI & Sistemi per Business Online

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