
Quale AI è più brava sul tuo lavoro: tre prove per scoprirlo
In tre giorni sono usciti due modelli nuovi, e nessuna classifica ti dirà quale conviene a te. Qui ci sono le tre prove che uso io per scoprirlo, con le richieste pronte da incollare.
Perché le classifiche non ti servono
Il primo settembre è uscito Claude Fable 5.1. Due giorni dopo, GPT-6 Astra. Costano uguale — dieci dollari per milione di token in entrata, cinquanta in uscita — e tengono in memoria quasi la stessa quantità di roba: un milione di token Fable, poco di più Astra. Sulla carta sono gemelli.
Poi apri una classifica e trovi trenta percentuali. Il problema è che ognuna risponde a una domanda che non è la tua: quanto è bravo sui problemi di matematica da olimpiade, a scrivere codice, a superare esami. Se il tuo lavoro è tenere insieme un lancio, rispondere ai clienti e non far sembrare il sito fatto da tre persone diverse, quelle percentuali non ti dicono niente.
Le classifiche ti dicono chi vince sul lavoro di qualcun altro. Per sapere chi è più bravo sul tuo, devi dargli il tuo.
La regola in una riga
Non si sceglie un modello leggendo i numeri. Si sceglie dandogli, una volta sola, il lavoro vero che hai sulla scrivania — e guardando cosa torna indietro.
Sotto ci sono tre prove. Una cosa sola le tiene insieme: in tutte e tre il materiale è roba tua, non un esercizio. Ti costano un pomeriggio, e alla fine sai quale dei due tenere aperto per cosa. Le richieste sono già scritte: copi, riempi le parentesi quadre, incolli in tutti e due.
Le tre prove
1. Dagli qualcosa di grosso
La prima cosa che separa un modello nuovo da uno vecchio non è quanto è intelligente su una domanda: è quanta roba riesce a tenere in testa insieme. Quindi non fargli una domanda. Dagli un progetto intero: i file, i vincoli, la scadenza, e la cosa che deve uscirne alla fine.
La prova vera è il punto 3 della richiesta qui sotto — quando gli chiedi di trovare una cosa che si vede solo incrociando due file diversi. L’ho messa apposta: è quella che un modello che sta soltanto riassumendo non riesce a fare.
Da copiare
Voglio vedere come te la cavi con un progetto intero, non con una domanda singola.
Il progetto: [la decisione che devi prendere o la cosa che devi produrre davvero]
Cosa ti allego: [risposte di clienti, esportazioni, trascrizioni, fogli, PDF, lanci passati]
I vincoli: [budget, scadenza, quante persone siete, cosa è fuori discussione]
Com’è fatto un buon risultato: [il documento, il piano o la decisione che ti serve alla fine]
Per chi è: [chi lo legge, o chi deve agire]
Leggi tutto quello che ti ho allegato in una volta sola. Non riassumermi i file uno per uno: la prova è proprio se riesci a tenerli tutti insieme e collegare un dettaglio di un file a un numero di un altro. Fai il lavoro in quest’ordine, e fammi vedere ogni passaggio prima di andare avanti.
1. Dimmi cosa c’è davvero nel materiale: quanto è, di che periodo, cosa manca, cosa sembra doppio o poco affidabile. Leggi anche le tabelle e i grafici dentro i PDF, non solo il testo intorno. Se un grafico non riesci a leggerlo con sicurezza, dimmelo invece di tirare a indovinare.
2. Trova i cinque problemi più grossi. Mettili in ordine di quanto pesano sul risultato che ti ho descritto, e per ognuno cita la prova: quale file, e in che punto. Nessun punto senza la sua prova.
3. Dimmi almeno una cosa che è vera incrociando due fonti diverse, ma che nessuna delle due da sola fa vedere. Quel collegamento è il motivo per cui ti sto dando tutto insieme.
4. Dei cinque, dimmi su quali agire visti i miei vincoli e quali lasciar stare per ora. Spiegamelo con i miei vincoli, non in generale.
5. Scrivi il risultato finito. Non la scaletta, non la descrizione di cosa conterrebbe. Se è un documento, scrivilo tutto. Se è un foglio, dammi la struttura con le formule vere. Se tra gli allegati c’è roba scritta da me, tieni il mio tono.
6. Chiudi dicendomi su cosa eri meno sicuro, cosa non hai potuto verificare nel materiale, e cosa ti servirebbe da me per farlo meglio.
Non darmi il riassunto dei miei stessi allegati come risultato finale.
Quello che guardi, alla fine, non è se la risposta è bella. È se al punto 3 ha trovato qualcosa che tu non sapevi.
2. Dagli qualcosa che torna
La seconda prova è diversa: qui non ti interessa una risposta buona, ti interessa una risposta ripetibile. Prendi la cosa noiosa che rifai ogni settimana sempre uguale, e prova a farne un assistente: gli strumenti, le regole e il contesto che gli servono, scritti una volta sola.
È la prova che scarta di più, perché costringe il modello a essere onesto su cosa non sa fare. Al punto 1 gli chiedi quali passi hanno bisogno di una persona: uno che risponde «tutto automatizzabile» ti sta facendo un complimento, non un piano.
Da copiare
Aiutami a trasformare una cosa che rifaccio sempre in un assistente che posso far partire ogni settimana.
Il lavoro: [cosa fai, dall’inizio alla fine]
Ogni quanto: [ogni lunedì, a fine mese, due volte a settimana]
Quanto mi porta via adesso: [minuti, a occhio]
Da dove arriva quello che serve: [posta, cartella, foglio, un programma preciso]
Dove deve finire il risultato: [un documento, un messaggio, un foglio, una mail]
Fatto bene vuol dire: [lo standard che accetteresti davvero]
Non deve succedere mai: [mandato a un cliente senza che l’abbia letto, dati modificati, soldi spesi]
Cosa posso dargli: [file, collegamenti, il browser, una chiave, per ora niente]
Procedi in quest’ordine.
1. Spezza il lavoro in passi. Per ognuno scrivi se si può automatizzare, se serve il mio giudizio, o se serve il mio ok prima che parta. Sii onesto, non ottimista: se un passo ha bisogno di una persona, dillo e spiega perché.
2. Per ogni passo automatizzabile, dimmi cosa serve davvero: leggere file, cercare sul web, eseguire codice, collegarsi a un programma, oppure usare il browser e cliccare da solo. Quest’ultima è la differenza tra un assistente che scrive una bozza e uno che la cosa la fa: chiamala per nome.
3. Dimmi il permesso più stretto che basta per ogni collegamento. Se per un passo basta la sola lettura, scrivi sola lettura.
4. Scrivimi le istruzioni complete dell’assistente, come un file che posso salvare: che lavoro fa, cosa gli arriva, i passi in ordine, com’è fatto il risultato con un esempio già compilato, le regole, e cosa fare quando una cosa manca, è vuota o sembra sbagliata. Scrivile perché le legga un modello, non perché le legga io.
5. Scrivimi una prova che posso fare oggi per controllare il risultato prima di lasciarlo andare da solo, e dimmi com’è fatto un esito che passa.
6. Dimmi quali passi secondo te un modello non dovrebbe ancora gestire da solo, e perché.
Se al punto 6 ti risponde «nessuno», hai già imparato una cosa su quel modello.
3. Falli competere
Le prime due prove le fai su tutti e due, separatamente. La terza li mette uno contro l’altro — e il giudice non sei tu, perché dopo mezza giornata di prove uno dei due ti sta già simpatico.
Prendi un problema tuo, difficile, di quelli lasciati a metà. Stessa richiesta, stessi file, stesso momento. Poi incolli le due risposte in una chat nuova e chiedi il confronto.
Da copiare
Ho dato lo stesso lavoro a due modelli diversi e voglio un confronto onesto, non diplomatico.
Il lavoro che ho dato a tutti e due: [incolla la richiesta esatta]
Quello che avevano entrambi: [quali file, quale contesto]
A cosa mi serve davvero questo risultato: [il lavoro vero che deve reggere]
Risposta A: [incolla]
Risposta B: [incolla]
Dai un voto da 1 a 5 a ciascuna, su ognuno di questi punti, con una riga di motivo:
– ha fatto il lavoro che ho chiesto, o una versione più facile lì vicino
– quanto è esatto ciò che si può controllare, e segnalami quello che secondo te si è inventato
– ha collegato le informazioni tra loro, o le ha trattate una per una
– ha ragionato, o mi ha restituito le mie stesse parole
– posso usarlo così com’è, o va riscritto
– ha detto su cosa non era sicuro, o è sembrato sicuro dall’inizio alla fine
Poi dammi, in quest’ordine:
1. La tabella dei voti.
2. La differenza più grossa tra i due, in una frase.
3. Le affermazioni che dovrei verificare prima di fidarmi, e come verificarle.
4. Quale dei due terrei per questo tipo di lavoro d’ora in poi, e che genere di lavoro manderei invece all’altro.
5. Cosa hanno mancato tutti e due, e che uno pratico del mestiere avrebbe visto.
Se uno è chiaramente meglio, dillo. Se la differenza è più piccola di quanto sembra, dillo lo stesso invece di inventarti un vincitore.
L’ultima riga è quella che conta. Senza, ti costruisce un vincitore perché gliel’hai chiesto — e tu prendi una decisione su una gara truccata.
Dove sbagliano quasi tutti
Cinque modi per buttare via il pomeriggio
- Provarli con una domanda facile — «scrivimi una mail» la fanno bene tutti e due, da due anni. Se la prova è facile, il risultato è un pareggio che non ti serve.
- Cambiare il contesto tra l’uno e l’altro — se a uno alleghi i file e all’altro glieli descrivi, non stai confrontando due modelli: stai confrontando due richieste diverse.
- Fare da giudice a te stesso — dopo tre ore di prove uno dei due ti sta già simpatico. Per questo il confronto lo fa un terzo giro, con i criteri scritti prima.
- Cercare un vincitore assoluto — non esiste. Esiste quello giusto per quella cosa lì, e cambia anche dentro la stessa giornata.
- Rifare tutto da capo tra un mese — i modelli cambiano ogni poche settimane. Se ti salvi queste tre richieste, la prossima volta è un pomeriggio, non una settimana.
Perché ti sto dando questa guida
Perché è esattamente quello che ho fatto io a inizio settembre, e perché li tengo aperti tutti e due — dentro lo stesso programma, così cambio modello a metà lavoro senza ricominciare da capo. Non per fedeltà a nessuno dei due: perché sono bravi in cose diverse, e me ne accorgo solo mettendoci sopra roba mia.
La verità noiosa è che la domanda «qual è il migliore» non ha una risposta, e chiunque te la dia secca ti sta vendendo qualcosa. La domanda che ha risposta è un’altra: qual è il migliore per la cosa che devo fare giovedì. Quella te la rispondi in un pomeriggio, e vale finché non esce il prossimo.
Fonte dei dati: pagine di lancio e listini pubblici di Anthropic e OpenAI, consultati il 18/09/2026. Claude Fable 5.1 è uscito il 1° settembre 2026, GPT-6 Astra il 3 settembre 2026; entrambi costano 10 dollari per milione di token in entrata e 50 in uscita.
Guida gratuita
Come faccio 6 contenuti in 1 giorno
La mia guida gratuita: sette cose che non faccio più a mano, e come rifarle stasera.
Lascia l'email e te la mando subito.
Gratis. Ti cancelli con un clic.
